ÌLOISA VERNER
DRAMMA DI SENTIMENTO PER MUSICA
SA lAPPRESBNTARSI MBLL' 1MPE61 AL TEATR*
DI VIA DELLA PERGOLA
i: AUTUNNO DEL 1810.
JOTTO LA PROTEZIONE
BI SUA MAESTÀ'
NAPOLEONE L
IMPERATORE DEI FRANCESI
RE D' ITALIA.
E PROTfiTTOrtfi DELLA CONFEDERAZIONE
PEL ai^MQ.
flRENZB 18 fo.
Fren* Gias. fancosini
PERSONAGGI
ILCOLONNELT O ODO ARDO Conte di Pirs«iL
Sig. Massimiliano^ Fidanza .
ELOISA. VERNER
Sig. Elisabetta Manf redini.
ISIDORO PRIZ
Sig Foriunato ApriU Jcc^denticct Filarmi''
nicQ di Bologna .
BATTAGLIA, recchio. invalida,. Caporale co*
stode del Castello
Sig. Carlo Angrisanì Accademico Maestro Fi'
lar manica di Bologna.
ih MAGGIORE GOLZ Zio d' Qdoard^
5/^-. Giovanni Santini. ^
GERTRUDE Cameriera d' Eloi&a
Sig, Maddalena Salandri.
VALTER compagno di Fri2;
Sig\ Filippo Campolucci.
Servitori \
Contadini, e Contadine > che noa parlano^
Soldati invalidi j
jia Musica è espressamene scritta dal Sig.
Maestro Pietri Raimondi.
PrJm» Vtothio, e Direttore delT Qrchestru
Sig. Gio. Felice Mosell*.
Maestro p r i m C i m h a 1 0
Sig. Michele Neri fiondi.
Secondo C'tmhalo
Primj l^iol dei Secondi
Primo Violoncello
Primo Cont rabbassa
Prima Viola
Primo Oboe
Pr. Faàòtto e Corff» Ingt.
primo Plauto
Primo Clarinet
Primo Como
Sig.
Sig.
Sig.
Sig.
Sig.
Sig
Sig.
Si-
Luigi Barbieri .
Salvatore Tinti.
Gugl
Cosimo Corona ,
Ranieri Mangani .
Carlo Donrjcr i chini .
Giuseppe Closset .
Lmgi \'é nri .
Francesco 1 uly .
Past|uale Bnlclini.
Pittore, e Inventore delle Scene Sig Luigi Facchinel-
li di Verona > e Figurista Sig. Qaecano Piattelli
Macchinisti, e D rettori del Palco Scenica
SigS Giuseppe j e Candida Rorgini^
Il Vestiario sarà eseguito per gli Abiti da Uomo dal
Sig. Francesco Ces; ri e per quelli da Donna,
dal Sig Giuseppe Bjgnani Sui-
tori Fiorentini.
ATTO UNICO
SCENA PRIMA
Parco ammanissimo nel Castello del CootediFer^
sen chiuso da alti cancdli di ferro, per cui
ii vede la Campagna . Due sediii,, e da uq
lato UQ grosso albero. Viali ec.
Battaglia esercitando nella milizia diversi Conto:^
dini, Gertrude e Contadine che tfSservanQ.
Cero Siamo pronti al vostri cenai
Comandate, esegui remo j
Ed onore vi faremo
Colla nostra abilità,
Baf. Attenzione al mio comando ,
Via da bravi che mi preme
Sahuate tutti insieme...
Male male in verità.
Ger. Che commedia! ah ah ah ah. rid^
Bat. State zitte voi pettegole .
Camminate ai vostro uffizio^
O lutt' altro ch'esercizio
La mìa truppa imparerà.
Su da capo: mano in alto.
Con pià grazia ...peggio ancora.
Osservate me in malora.
Attenzion ; così si fa •
Ger. Lei mi par che giochi a mora
Mi diverte, ab ah ah ah.
Coro Ma in un solo quarto d'ora
N.»n può farsi come va.
Mal. Qaest'è un beli attejgiamectt
Coro Ecco quk non è contento?
Bdt. Non va bene, ognun lo vede*
Coro L'impazienza adesso eccede*
Bac. Mano in alto, indietro il pi^de^
Non c*è poi difficoltà.
A voi fate, salutate?
Che bestioni ! che zucconi !
Al malanno via di qua.
écr. Di galline ì battaglioni
Lei è avvezzo a comandar,
firit. Signorina, non canzoni
Che da gallo anch'io so far.
Coro Tal strapazzi, ci perdoni.
Non siamo usi a sopportar.
SCENA II.
Eloisa^ Gertrude y t detti
Blo. Cosa fai qui Battaglia ? Bmt. Oh benedettar
Un bel ricevimento militare
Volevo preparar al mio Padrone
Vostro futuro Sposo
Che a momenti si attende,
E farmi dell* onor , ma eoa costóro
Lavo la testa airAsin©. Elo, Buon vecchio
Lasciagli agir col proprio sentimento,
Questo sarà il miglior ricevimento.
Bat. (Dopo tanta fatica...) Ebben rinuncio sde^n.
All'impresa e men vado. Riverisco,
dispettosamente
( Gran Donne! di vent'anni
Han cominciato ad es<iermi fatali »
Pazienza.) Mars.. . d* accordo con quelpas^^^
Ai Contadini mettendosi a testa di loro
Dritti ed uniti s'ha da cammioarè..,
i Contadini tanno male
6
Andatevi ana volta a far sqqfirtard .
li lascia e parte, l Vìlhni prosc^uon»
disordinati .
S G E N A m
; Eloisa j e Gertrude.
Elo, Gertrude, io son perduta. piarygente
Oer Eh via credetemi ,
Noa può darsi ripeti; almeno...
Elo Ascolta. trae una lettera e legge.
55 Amica. Vi dò parte che Isidoro Friz vive»
95 In qu«*sto iTjomento è fuggito dalle prig,ioai
w di questa Oittà. La nuova è certa pur trop-
95 po . Io .«tessa gii ho pariate» , e molto b^M*
91 riconosci nto ...99 ^
Gc. Ma chi vi diede adunque
Quelli attestati autentici, e legarli
Che lo feau da quactr' anni all'altro mondo?
Tante fedì . , .
Elo Un amico cii quel mostro
Me le recò. O.ioardo , non scorgendo
Altro obietto al suo amore ,
Don ) legai mi fè del suo Castello >
Di tante terre, e la mia alla sua destra
Oggi unirsi dovea... Cer. Or che pensate?
Elo, Mia cara, io lo confesso
A lai più non ardisco presentarmi ,
V »trebbe sospettarmi
Complice d* ua inganno ...Oh Dio fquai voci ?..%
t)i d^^ntro E/viva,,. Ger. Egli è che giunge
EloiSd si rattrista maggiormente ^ e dimostra
uri estrema inquietudine .
Coraggio. £^0 L alma in sen mi $ì divide.
Oiì momento funesto!
Ger. Pianger fate me pur...
Eh. Che giorno è questo!
S G E N A IV.
Od§ardo con seguito e dette » poi il Maggiore <
Od^. Vieoi mia dolce upemc
Amabile ^mia spasa
La sorte alfìa pietosa ,
Mi riconduce a te.
Ciò. Tenero t5 d^lce oggetto
Che vìvi nel cor mio...
(Qaal fia mai pena , oh Dio !
tie questa mia non è.)
Odo. Sposa.,. sorpreso ed agitato
Elo. Odoardo .
m 2 Oh Cielo !
Od&. Tu palpiti, perchè?
£lo. Sappi... Gertrude Jk segno indietté
di non parlare ancora.
Odo. Favella .
Elo. ( Io tremo.)
Odo. Turbata in tale istante ì
Elo, A tanta gioja o caro
In sen quest' e loia aruante
Reggere uh Dio ! non sa .
4 2 Alma dell' alma mia
Delizia di mia vita
Di questa più compita
f
Non v' è . r licita
Odo. Qual contento! ixbbrdcc. /i/o.fQnal pena !)
Mag Oh bravi, evviva... Odo Elé. si separano
Co»' è, v' ho disturbali?
Soji ugm di mondo in libertà vi lascio...
per partire vien trattenuto .
Odo. Che ve ne par? Mag. Bellissima,
8
^uona ? CJo. Aisai .
Mag. Go*a rara^ AaioiO aduaquc
Si facciali queste nozze:
Hii scelto un vf^ro pezzo da sessanta*
Mi coosold con te .
Elo Voi mi fate arrossir < si sente suono di tambafo
Mag. Ma cos' è queno ?
0d9 Per certo qualche bella iroprovisata
Dei mio vecchio Battaglia,
GaiautU' rn senza pari ed onorato.
Mag, Nipote riù© tu qui sei fortaaato.
SCENA V.
Battaglia alla testa de saliti ContcìUnì e detti .
Bat. Aito . . fronte !.. bravissimi ( i somai i . )
poi sì presenti egli stesso con gravità militare
Cooie Alessandro Magno
Dopo la gran vittoria di Mazzorbo ,
E come Bemo, e Ro molo
Dopo la dimuzì^'n della grao Troja
Non 6d<5gnaro gli omaggi ,
De Greci e de Per\«ìani.
Qdo, Basta, basta, annoiato e pensoso passeggia
Bat Almen per lui... addit&udo il Mag.
Mag, No amico ti ringrazio.
Bat, P' vere i&ie fa iche ! un tnese intero
Ho studiato la storia Romana
Per far un complimee^to i«usitato.
Pio ad 0 o. Perchè così agitato?
Odo E ti nulla, nulla . comt riscuotendosi
J\1jg Piasi forse a colui che ci ùrmhì
Elo F'»«te assaliti? spaventata.
Bat Oh iJiavo^) . Odo. Un pezzente,..
Elo. S^Ajai . Odo Ce^rcava il Conte di Fersen-
4/0. ( l\j^s egli cìai ! )
Mag, Saper da noi volea
Se avea sposata certa Vedovella.
Odo. E che v importa diisi :
Lo iianrete! e sen fugge,
fi/o. Oh' Dio! Odo. Mia cara
Sta lieta e ti consola
Non avvepne altro male.
Bill. Dov' è qacbto briccone?
L' av;à da far eoa me. Figlioli a no:,
Andiamo ad arrestarlo.
Eia. Ab no . . . lasciate. . • Bai. Corpo ...
Odo. Ubbidisci « Bat.
Bat. Ulim , come comandate.
Mag A munte a incute queste >«on barz^eole .
Nozze, nozze, ed allegri. 0^n'\ ii.iijuto
Di ritardo è per mo un secolo . Aadiaaio
Son vecchio, e presto presto
Vorrei veder da voi sei ragazzini
Bamboleggiarmi intorno , Eh. Sospendiamo
Ciaro Odoardo... una tri!*tcezza fiara
Un prCvsagio... Ahig. Ek che diavolo adesso
Di presagio vi salta nella testa.
Per ritardarmi tal piacer che alfine
Interessar dovria più voi che me ,
Odo Eloisa!... so:fpssi? . Elo. Permettete.
Bat» Oh questa è vaga!
Odo Come vi piace, freddo e con sospiro.
Preiso lei rimanti. a Bat.
Bat, Son qua. Comandi , dica,. Gàm rati ? aiV/7(.
Fate corte al Padrone.
Elo. Addio. adOdo. Odo (Che fia ! )
A te affido un tesoro sovramano, a Bau,
Bat, Non dibitar che st^co è Soliiiiano. partono
S G E N A VI.
Isidoro Friz 9 e Valter ambedue in arnese curto^
entrano nel Parco cén: qualche eantela.
Friz Le donne che si fermaa©
Solo alla snpeificie.
Vedendomi , mi dicouo,
Che bratta ervatura!
E* scarso di misura.
Li iD'-^nca un non s^^ chè .
Ma chi nfl 'tte al .solido
Sì stit ca ftou è .
Son bratto; è ver, (o sò.
Lo specchio anch' io ce V ho.
Ma in petto ho ua alm ardita
Che non la cade a Fiuto:
Son furbo , suo astuto ,
Capace giaro a bacco
Di metterà in un sacoo
L intera umanità.
T^ài Dunque siam© arrivati .
Friz Ah! che ti pare?
Tatto quello che vedi è ttìtto mio,
E fin d* oggi disporre io ne potrò.
Val. Quando V avrò veduto i! crederò.
Friz La Contessa che è V unica Padrona...
Val Cioè tua moglie. Fnz Appunto
Quella che ua giorno a Monaco ho rapita r
Val E che sposata appena abbaudormsti
Per fuggir dallo sdegno di sa.> Padre,
Che morto ti volea ... Ma sei sicuro
Che sia fiposa a qnelT altro?
Friz Almen lo credo
E ancorché n')n lo fosse
Quanto a Sei ha donato
w
Or mio diventa per necessità .
Val Tq lo speri. Friz Non v'è difficoltà.
Morto il Padre di Eh i^^a , or francamente,..
Val. Quella D^nna saria ? vederi, Elo, accostarsi
Friz JB' appunto quella .
Ritirati, a un mio renuo corri qui.
Val. Ti fecrvo^ i temer, bu^-^a cosi. par.
S C E N A VII
Friz , poi /'loisd , infine BattagUcL
Friz Godiamo questa coiijica sorpresa.
(Qua! perfìdia inatesa! ) Oh Glel chi veggio!
Friz Brava per bacco Lo stupor di meglio
Il Comico pili esperto non e^^prime.
Dopo sì reo delitto ? Eia. Qaal delitto !
Friz Voi eoatate per niente.
Falsificar le carte
Per sposaivi l'amante.
Slo. Ah scellerato ! Friz Ma vVè giustizia.
Eia Oh Dìo! Friz L'infamia rea
Al mondo scoprirò .. f io Uehper pietà^
Frrz Aprirà gli occhi il Conte, e allora
Ylhiederete difesa
Allo Sposo legittimo . £/^. Comprendo
La cagion che ti guida. trae ma borsa
Questa è una borsa, parti ; al tuo sostegno
Lo giuro, ove tu s a jprowediiò.
JFriz. Per sì poco di quìi non me jie vò.
Ci vuol altro che una borsa
SoH raiKcrie al paragone.
Il mio dr tco è ria i adrone ,
Tutto è mio, e tu ro io vò.
EI0'. Ab spietato ... oh Dio che sento.
Come mai io resto io vita?
Cedi; umile rd avvilita
13
Al tuo pi è mi getterò . inginocchia
Bat. (Oli! Veh veh... che quadrò è quello?
Giuro a Marte ed a Bellona,
Eloisa è là in persona.,.
E colui chi sia ijun eò . )
Friz Mi fai rider ...
Elo. T' allontana .
Bat. ( Si n di stucco . )
Friz Dinìoiana , la respinge e cade
Bat. Ah canaglia un tal strapazzò..
entra i t mezzo Friz cava un pugnalt
Eloisa si Jrappone ,
Friz T^c! , ìudu-t^o, o ch^3 ti ammazzo.
ELo. Nò llittagVia ; ferola arresta .,.
Bat. QueSiO a n3e, chi sei bi^-bone?
Ff^z '^^reni 1 .. ad Élo Tremi il tuo Vd.àTOXì^ d Jìat.
Elo Tutti^ , amico, io ti dirò. a Bat.
Mùt. Gent'.s ajuto. Elo. gii diiiiie la bocca
Elo, Vanne, parti/ a Friz tratten. Batt.
.Friz Vado sì, ma ci vedremo*
E/o. Zto.
Bat. Ajuio. come sopra,
Friz Non VI temo.
Elo. Qual .sinistro è questo mai
Stelle barbate e spietate!
Sogao veglio, oh Ciel non sò-
Friz V resti) si mi rivedrai . ad Elo.
Vernalo pazzo . m'aspettate.
Pili t<^rrìb'l tornerò. parte
Rat. Che ifì!]^a.buglio è questo ma^ !
Ah Piidrora p rdonate., cerca liberarsi
Non Ih te %o nò nò nò .
^tràscinato dèi £,lclsd part^ oppòstamente .
SCENA Vfir.
Gertrude dal Cartello, poiOdoardoe il Maggiore.
Ger, Povera mia ^vior^ na
Vedete ìii che imbarazzo si ritrova.
Sul rnomeoto di ftir la iua fortuna
Il Diavolo ci pene la :)Ua coda ,
Davvcr mi fa pietà.
Come a finire andrà?
Odo. Gertrude, dionni il ver, la «ila venuta
Ha sturbato Eloisa • Gcr. Eh che le dona*
Son sempre Donne .
Vi diiò.., sente un tamburo.
Odo. Che è stato?
Mag. Col Tamburo Battaglia dove va ?
S G E N A IX
Battaglia iLrmato di schiappa a tracolla , e mI
Tamburo 9 chs batte disperatAm^nte
A)d. C'è qualchi5 noviià? Parla Lasciatemi.
Un azioa di Nerone, da Caligola.
Neil' Istoria R umana • . .
Odo. Eh pazzo, parla. Mag, Spiegati via,,.
tiat. Ad Eloisa , a me...
Odo. Io fremo... Ger, Su dì.
ffat. Passeggiavo nel Parco... posa il Tambaró
E la vedo in ginocchio,
Come Virginia ad Appio,
Supplicar una certa figuraccia .
0^0. Eloisa a na nom ipto^tt^td,\ con gran sorpresi
fiat. La v^do strapazzata... E allor qual bruto
Entro in mezzo e lo afferro ;
Mag. Bravo, E poi!
Mat. E poi costui dà roano ad un coltello
Par fai: di ige uà crivello. Oio. Ed Eloisa?
8
Bai Lei m' ha scandali zyato :
Da lui hà ^èparatò,
E lo ha fatm E^r gàìhbe.
Odo Oa Dio ! che sento .
Qual orribil sospettò
Va serpéndbàii in cc^!... pòssibil mai...
Io fremo ... ài primo incofttro
Iwcerca, fredda... Quei stspir, q;iitl guardo .
Tatto tutto m' addita,
Gtoe la fede Èlofsa avrà tradita.
Sento gelariAl il sanguè
Stordirò io qui mi resto ,
L* ¥hiiìra iti »<en mi langae;
Trema , vacilla il piè .
Barbara D urta ingrata
Tradirtoi , éh Dio! perchè?
Vedrò. . ìsà:prò. . ^jael core
Noi credo ancor capace ,
Anòor dÉlI^ mia piade
Stìnto Fa speme i'n me. pàftè.
S G E N k X,.
Battaglia ed il Maggiore é
Bat Che ne dice Eccellenza ?
Mag. Non ini fo maraviglia.
Èat. K ver sòia donne .
Nella storia Romana: si ritrova
Che la barbara Eslea
Al povero Didan V &a %tta brutta ,
E Poppea «a . . .
Mag. Battaiglia in cfarìtà Msciàin ?oppea ,
Qiie' barbante «ttìi pifemfe .
Bdt Oli per bacchissimo
N Ila .storia scaldato
h avca ditóCDticato . ripigltà il UntbutQ *
Ma per Scipio AfFricano non temete...
Fo già cento averlo nella rft« .
Métg. Vola , cOiri , e me lo acciuffa .
Éat. Corro, volo, e acciuiferò.
Mag. S« seguisse barabufFa ...
Bdt. La riserva 20 chiamerò .
Mitg. Vivo o morto.
Bdt. Morto o vivo •
Mdg, Se lo giungi.
Mài. ^e lo arrivo .
Mag. II fucile,^ la pistola
Li presenta sulla gola:
E se occorre aache il troniboap>
11 trombone ti darò .
Bat, Se occorresse anche un cannone.
Un cannane, io porterò.
Mag. Come stài a munizione?
Bat. lo di polve son prO'/ visto.
Mag. Vola , scappa , e a me ^uefl triito
Mi conduci presto quà .
Bat. "Sentirete il grand' acquisto
Che farò tarà p^tà.
parte suonando il Tamliiiro
S G E N A XI.
Il Maggiore poi Friz dal cancello ^ indi Xì^^o^fì^^
Mag. ile settant' anni addos^o e non stupisco:
Galanterie s jn queste.
Friz RiverÌÉ.co. entranda franco .
Mag. (Oh oh! cohii eie ci fiir/tìò nel bQSQO,ì
Chi domandi ?
Friz Del Gante. Od^ Eccomi, che tuoi;?
Friz Da &0I0 a solo
Parlar con lei di cosa d' importanza .
Még. {^Qn ti fidar.) piie. .(Noà tèmo
i6
Permettete ub momento. al Mag.
Mag\ Come vuoi .(Quella faccia non m' è nuova*
Voglio ascoltar: se il mio p^asicr ooo ^ibìgria
Costui deve esser certo una caaaglia . ) ririra
Friz Perdoni , mi dispiace ,
La sua gioja a ^sturbar. Odo. £ che prccaadi
Dirmi eoo ciò?
Friz Non r* ammogliaste voi
Coa Eloisa Verncr? Oio. Ache tal« richiesta?
Friz A che ? Quella è mia moglie .
Sono Isidoro Friz .
Odo. (Oh Dio, che asc Ito!)
Mag. (Ora capisco tutt>,,.
Il Disertore Frìzl... va chf stai fresco.
Era mèglio per tp che fo^si morto ) parte.
S C E N ^ Xll
Odoardo e Friz ^poi Eloisa , indi Battaglia e Contai^
armati di facili dì sciahlc ec,
Friz là amore , o V ambizione
Ij ha indotta a finger fedi y e faUe carte
Per farmi creder morto,
£ maritarsi a voi. Odo. Ah scellerato!
Di Bì vile reatp
No capace non è qaell* iti felice :
Togliti agli occhi miei . Fnz Di qua non parta
Senza mia moglie,
E quanto le donaste
Di mia ragion diviene.
9do. Infame, oh Die! sdegnato estremamtatc
Friz Voi resiiJtete invan, reo vi rendete
Di violenza e di complicità.
Ricorrerò alle leggi. Odo Ah Tifa mia
Più frenarsi non sa . Friz Fine alle ciarle
Sono i miei dritti troppo giu«i e veri,
E.eodetemI mia Moi^He . O^fo. Tnvan lo speri .
Tua Consorte , ai numi il giure,
Nò di qui non partirà.
Priz Io J^on fermo come un muro.
Finché appresso a me verrà.
Odo, Sei un vile.
Friz Ho i dritti miei.
Olio. Che pretendi ?
Ff'iz E tu chi sei ?
Odo. Maaca già la soffi? renila,
Se mi segui ad inj«ultar.
Friz Signorino abbia pazienza
Se digiuno ha da restar.
Elo, Ah pietà d'un innocente a Odoardo
Chi mai vedo o giusto Ciel©! vei. Friz
Son di sasso, son di gelo,
Posso appena respirar.
GUaltri'E* sorpresa! è resa un gelo!
Puole appena re.<pirar.
Friz Vieni con me, spergiura
l ajferrd p^r un braccio ^ trae seco uno sti"
le , e vuol seco condurla ; ella si sforza per
liberarsi 9 Odoardo vuol opporsi
Elo. Pietà di me , Signore .
Odo. laJietro, traditore. .
Fnz Nessuno a me la taglie.
Mal, Lasciala .
Fiiz E' pur mia moglie .
Il0. Oh Ciel .
Friz Mi segui infida .
trascinandola come sopra , battaglia éff^r**
ra di dietro per il collo Friz , ed i Pillici
io circondano 9 e V incatenano
EU. Non v*è chi alinea mi uccida?
fat Addossò, ferma là.
Cor& Se ar iisci « >| di muc^veru
Vedrai che si farà.
Bat, Sqiì bravo veraraente!
Di stacco è H restato?
El Od, Oh colpo inaspettato !
Coro Ei freme,
Elo. Si f colora .
Coro Ei smania. ,
Odo. E' titubante.
a/^eCoroO qua) fatale istante
aesro per . . sarà!
^ lai
^at. Signor Fiiz, lei disertò:
E non >erve a dir di nò,
Tutti i segni sono qui
Chini il capo , e dica sì,
E fra poto poi ve rà
U'} beìli.s^'imo e.^ercìzio ,
Che sei fial'e al fro tespizio '
À saggiare a lei f rà,
Friz (Oh per m^' colpo rui^ello!)
Odo, nontii^ca lì al Ca?»teHv> .
fJo. Quale affanno! i;uU paura!
Ffiz IJi voi tutti è un i> postura.
Ah lasciatetuì . . . v&Undo sciogliersi
Coro Ah tenetelo
Friz Oh ^ual rabbia!
Coro Fermo alò.
Bat. Via da bravi, custòditelo:
Giro a dritta, alon , marcion •
^f'riz Fremo, avvampo di furore:
^Stelle avverse alla mia sorte!
t'ra Catene m braccio à 'morte
Vò ia UQ pianto a subissar.
Od E/- Preme, avvamM di ftuore :
eC^ro 0« mai cerca è la sua sorte .
Non credea sì presso a morta
Ghé ne andasse a subissar.
Bat. Crepa, schiatta, iiisert>re,
Fammi pur le ci 're t- rt« .
Il delitto ha gaiqbe corte •
E fa spesso zoppicar .
S G E A XIII.
Gertrude ^-ola .
Cer. Dunque non c' è più dubbio ,
Quel maledetto vive,
E ci mette sossopra. O voi fidatevi
Povere Donne adesso
Di questi uominaccì .
Ne fanno a più non posso ,
Grepan per sino a voghi lor<^ , e qxiandt^
Credete non vi fàceiao più 'paura,
Saltano* fuori allor di sepoltura.
Nò' nò nò> lo guiro a<-it*^^so.
Tutti andate alla aiaiora.
Io Zittella sono aocuri ,
Nè mi lascio ìnfi .occh^^r.
I Voglio vivere tranquilla,
I Piti non penso a maritr^tiai ,
E se alccin verrà a ^^eccartui,
Io lo mando. . a for «quartar. /?^ir/?f,
S G E N A XiV.
Odoardo , e Bottìglia.
Odo. Va, sciogli Friz ti dico,
I E qui me lo conduci. Bdt, Ganzopate?
Odo, Non parlar ubbidisci.
Bat. m affai serio.,.
2e
Vut)l fare il fin che ha fitto un dì Tiberio parte .
S G E N A XV.
Odoardo ed Eloisa .
Odo. Eloisa? Eia. Signor.
Odo. Che! più non sono
Il tuo Odoardo? Un sì gran torto oh Cielo ,
Al mio cor perchè fai? Elo. Più non mi lice
Pronunciar sì bel nomo II mio decoro
Me lo vieta per sempre. Oéio. Avverse stelle I
Elo. Posso sperare almen che un infelice
Indegna mai sarà di vostra stima.
Che odiosa è spregevole. •. Odo. Eloisa
Conosci ora il mio cor. Dannato a mon^
Friz disertore , dall' infame pena
Stiidierò di sottrarlo, e V onor tuo
Illeso di serbar. ELo. (Gore adorabile.)
Odo. Oro, lettere avrà perchè «parifica
Tosto da queste terre ,
E con nome mentito in Ciel remoto.
Miglior sorte godrà, così Eloisa
Da un mostro più non fia perseguitata.
Elo A tanto bene ingrata...
Odo. Benché la nostra spemtì sia delusa
Da un fatate dover , finché avrai vita -
Provveduta sarai . Ogni tua brama
Prevenire saprò: Di tua memoria ,
Purché degno ognor sia ,
Paga appieno sarà quest'alma mia.
Elo Oh generoso, oh grande, o senza pari
Uomo al mondo invidiabile!
Penetrata . . . confnsa . . .
Spiegar ...ridire a che non posso, oh Dio!...
Ah per me vi risponda il pianto mio.
Perchè mai titanno aiQoro
di
Tanto avverso al nostro ardor ?
D )ve mai «i trova uq core ,
Che resìsta a tal doior f
Potea pur rcndtra
Pietoso il fato
Più fortunato
Sì fido amor .
Odo. Mio bene amato
Frena il dolor.
Eh. Ah che all'idea di perdert*
Fra tanti, e tanti palpiti
Gelai vacilla T anima ,
Resistere non sà. partM
SCENA XVI.
Comincia ad imbrunire la sera
Odoardo poi Friz disciolto ^ 6 Battaglia
Odo. Vinsi me stesso a stento.
Or pago è il mio dover. L'opra si compia.
Èat, Eccovi qua il bel fiore di virtù :
Odo. Parti. a Battaglia
Bat. io? davver...( Nelle romane carte pianoaód^
Mille esempj ci sono.., )
Orfd. Parti dico. Bat. Do?iiandandovì perdono.
( Si fida, io nò. Qaa chiotto voglio stare
A sentire a veder cosa sa fare. )
si appiatta dietro la statuét
Frìz Che volete da me ? ardito
Odo. Sottrarvi io voglio
A un infame supplizio.
Friz Oh oh che carità Meglio è per vo)
Che io mora . Bat. ( Oh meglio assai . )
friz Senza un rivale
Sareste più tranquillo. Odo, Ingrato, taci;
Ojiai cade la notte, in Ubcrtado
Mec/^ uscirai dal mio Gastello. Fnz "Gr^tìt*
Udo, Oro alP uopo bàsianie io ti darò.
Vesti , lettere , e quanto è oet esfiario
A uno stato miglior . Lontre n'andrai
E più onesto co^ì viver p trai.
lìat. ( Matto. ) Friz Dw' è quest'oro?
Odo Qui m'attendi
Tulio ti recherò. Ma alla consorte
Non Imperare d unirti. In un ritiro .
Pas>»erà al nuovo ?io1è,-infin che degRO
Tu ti renda di lei . lò non ' ammonto
Esjer jitaro da te viUnente. ofìe.^o .
N^fU aggiungo di pia: Iniendehti ? parte
Friz Ho intes(»
' ; S C E N A XVìt.
Frìz, poi alter y detto nàscoiito,
Friz Valter, a tempo., feirdi, in >*>vservati
Noi potretno parlar . Val. Gran brutto siioglio
Hdi passar ' davvero .
Friz E cooie il ^ai? Fai. Sò tutto.
tViz Sa\ tu ancor che il mio rivale
]>r offre Ja libertà, delToro,. Fa/. Prenderlo.
hi libertà e dell'oro ,
E una moglie di meno è doppia sorte.
Friz Che moglie !.*. tei confi lo
N ^n tò'è mjgiie Eloisa. Fj/ Oh cospettonc .
Friz Tutta è arte d'J*maro. Elta però
Ha ragione di credermi marito,
h\ ben l'inganno ha ordito.
Tant ò rer che furiosa
Divenne nel vedérmi, sol momento
Cue la destra mi diè, come ti dissi
Co'^tretto a rilasciarla. Fa/. Intendo tutto *
Friz Uo colpo di pistola
Ij' ha inviato a Plutone, c avanti morte
Un foglio egli mi scrisse
In cui mi p'C^a di scoprir Terrore,
Ma non sob con bestia. Leggi..,
dà il foglio che cava dal Portafoglio a Vùlm
Val. Oh Diavolo. dopo aver letto piano
Dunque quanto hai promesso ora va in fumo.
Frìz DividerecBo il soldo, sta tranquillo.
Vedrai non sarà poco. Val. Coia€ vuoi.
( Birbon ti pentirai . )
Frìz M'ascolta: Appena
Avrò la somma iu mano
Io voglio ringraziarlo.
Val. Come a dir? ^<,>iega un pò.
Frìz Vog'io ammazzarlo.
La notte, ]^ mia assenza
Tirtlo nasconderà; nè mai sospetto
Potrà aversi di me: te Jo prometto.
Val. ( O che infame! ) Frlz In tal guisa
Sarà mio tinto ciò che ei diè a Eloisa.
Fuori intanio mi attendi, e il p^tiser mio
Procura secondar . Addio. parte
Val Addio.
E* scellerato più che non crf<^:»va.
MI fa raccapricciar Cirro a Oioardo
11 tutto a pi lesar : luo aMico servo
Troppo infame sarei
Se non salvassi adesso i giorni suoi ,
Birbjn ; non seguirà ciò che tu vuoi* part^
SCENA XVIII.
Battaglia solo
Razza di IXIuzìo Scivola, ettecqetera,. .
Fate grazia ai bricconi.
! Povero mio Padrone... A me ...l'amico
E' ancora qui v5c*tir>:
Voglio farla da Orlando Paladino .
S G E N A XIX.
N^'tte oscura
Vàlter , e Battaglia che vedendo tornare indietro
Valter^ va a chiudere il fastello d
catenaccio e chiave
Val. SI fa notte molto o^curà
lo non sò dove mi vada.
B&t. Per di qua non si fa strada >
Nella rete han da cascar.
Fai. Qual rumor ...
Bat. Gran bella caccia.
Val. Chi ^ia mai !
Bat. Facciam cammino.
M 2 ( Stava fresco il padroncino
, ( Ma per me si ha da salvar.
Val. ( Al Gastello io mi avvici ho
( E il Padrone vb ^^alvar.
si avviixno verso H Castello
S G E N A XX.
Frlzy poi il Maggi re cen Soldati , indi Battaglia
con Contadini armati.
Friz Qaanto tarda quel Contino [
La ragion non ne comprendo.
E' un bel pezzo che lo attead
Nè si vede a comparir .
Sento gente, egli è lui stesso,
Or lo vò davver finir.
si ritira dietro un albero
Mag. Senza chiasso . ..ei età qui adesso
Vivo o morto, ha da venir;
Friz ( Ah $on fritto... )
^5
Mi^g Tulio è chiuso. si avarizà con i Sal-
dati vers0 il cancella che ritrova chiuso
Se non mi hanno affé ingannato
a a ( Egli certo è qui appiattato
( E non puo\e più si^rappar .
girando co' Soldati , cAe. divede in due parti
Frìz ( E' il Maggior! tiranno fato!
( Ah rentiacno di scappar.
si scosta dalV albero éiridando tentoni y e iremantM^
Bat. Zitti zitti , tutto è cheto.
Avanzarmi vò pian piana.
il Maggiore fatto il giro dd Teatro si avaa^
za con ineLd, della guardia verso Battaglia
col quale si urtano
Mag, Chi va là ?
Bat. Ij ho preso in mano , afferrando il 3Ic(gg.
Mag. GciUe i ajato !
Coro Ferma ih. ^^^^^ .
nel tempo stesso T aH\^^^9Aetà"nj ella- ga^
s'incontra ia Friz chcMalla priinx voce spa-
ventato fugge verso t'asoldati che /d arre-
stano C'o^ gran forzi , Friz cads , e la
Guardia lo distar ma
Yiz Stdlc rie! san Fovinato.
Ah dì ms ebe ne sarà?
ì/lag Bdt, Il birban ci è capitato
e Cof'o Più speranza ormii noti ha.
SGENA ULTIMA
Ifo/ri Contadini iugombruno la Sceia^ vari Scrr
vi con fiaccole e Tutti .
)dó. Traditori che naai scopersi !
ilo. Agijhiacciare il cor mi «ento!
ter. Quai terribile ardimento
Nò per te iioo v'è pietà^.
t6
Coro Di enorme tradimento
Egli il fia pagar dovrà.
Odo, Perchè ingrato ai d^-aì miei
Attentarmi ancor la vita?
Frìz Perchè mia volea compita
La donata proprietà.
Mùg Dunque via^ lo strascinate;
Paghi il fio del suo delitto.
Ffiz Presto presto^ a che ilirdate? disperato
Mille morti io «ori che oierto,
Bat. Ed il fatto è schietto, e certo
Quand ) lui lo dieo quà .
Friz Tu Eloisa, qual ti credi.
Nòv non sei la oiia Con.^ortc
Or che son vicino a owrte
Voglio dir la irerità .
Coro Come cerne? a^ssi sento?
£LOd Oh dilettolo si Ho contento!
Oh '^iiìf gvto ^felicità !
Frìt& Questv) foglio ,.iii tutto dice:
Da Jetiiaro è sottoscritto. ^
Nel morir, pentito afflitto.
Tutto il fatto ei spregò quà^
Coro Via si legga ^ che dirà.
Elo. leggendo ,^ £ soprattutto ti prego a far pa-
,5 lese ad Eloisa che il matrimonio teco appe^
99 na coatraito nella forma che sai è nullo ^
95 e non Toler renderla infelice per tutto il
■% -tempo di »ua vita .
99 Je maro che muore.
Mag. Anche questo!
Bat. O che ingarbuglio.
Gcr. Nè lo avevi ancora detto?
Che «masaccio maledetta!
Sei pur brutto in verità!
jtfi^ Or ^juidateuii alla morte,
Poca pena è a tanto error.
Tutti Vada pure alla sua sorte:
Jji >rà bene al traditor.
Friz è condotto vìa dai Solddti
Ef.Oi: Giusto Cielo! ud'u^ti i voti
Di sì caro,, e dolce oggetto
Il sincero nostro etto
Tu puoi solo^ consolar »
l^aL Io pentito a' vonrì piedi
Il perdono^ imploro e chiedo.
Odo. Sì, di cor t@ lo concedo:
Tu salvasti! a me la vita.
Col narrar la frode ordita
Pi queir empio scellerato.
Tutti Questo evento fortunato
[ Or si pensi a festeggiar.
I Tutti e Coro
Torni al seu la prima calma
Or trionfi un puro ardere:
E col giubbilo nell'alma
Senza pene , nè timt»re
Questo evento forvunatO'
Tutti andiamo a: festeggiar.
PINE.
0